La colonizzazione delle correnti d’alta quota

Un piccolo paese in provincia di Asti sarà un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per questa nuova tecnologia. Uno stelo sorreggerà una vela a forma allungata simile a quelle del parapendio e quando questa inizierà a volare, dallo stelo partiranno le funi di controllo della vela. Le correnti potenti e costanti d’alta quota, faranno salire l’aquilone fino a 800 metri con una portanza in salita che farà girare alternatori anche da tre megawatt. Raggiunta la massima quota un gioco delle funi di controllo, assetteranno la vela scaricando il vento su di essa facendola ridiscendere fino a 400 metri circa per poi ripetere la salita. Un andamento a yo-yo che dovrebbe garantire una buona produzione di energia elettrica pulita da parte di questo nuovo dispositivo battezzato kitegen. Con 5mila ore di volo all’anno per una vita di 20 anni si dovrebbe ripagare circa 70 volte in termini di energia e di lavoro necessario a produrlo. Il potenziale energetico delle correnti d’alta quota sembra più promettente dell’eolico tradizionale ma di più difficile sfruttamento, almeno fino a oggi. La colonizzazione è partita, il tempo e la ricerca faranno il resto.

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