Dall’industria dell’ecomafia il nuovo cemento

Da anni la criminalità ha messo le mani sul busines dei rifiuti ma anche sul mercato delle costruzioni. Centinaia di cave abusive da dove si estraggono materiali per l’edilizia deturpando l’ambiente. Questo traffico si è legato strettamente alla gestione illegale dei rifiuti che spesso sono utilizzati per ricoprire le cave abusivamente scavate. L’unione dei due traffici illegali è anche utilizzata per edificare e costruire, come è successo negli anni novanta sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Indagini della magistratura hanno evidenziato che diversi chilometri di autostrada sono stati costruiti su un letto di cemento impastato con rifiuti. Si sospetta che anche al Nord Italia, in alcune tratta dell’alta velocità, sia avvenuta la stessa cosa. La Campania ha praticamente il record negativo del dilagare di questi busines illegali con la sparizione ogni anno di vastissime aree verdi letteralmente ricoperte dal cemento. Tecnologie e spirito ecologico contano poco di fronte al ridottissimo numero di forze in campo. Questo “nuovo” materiale di cemento e rifiuti con la complicità di una politica corrotta, si sta rivelando più resistente del più duro degli acciai e del tutto impermeabile alle leggi.

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