Italia e le regole infrante

L’altro giorno sono andato a recuperare i miei bimbi dal campo solare e mentre andavvamo ad un parchetto mi fanno notare che sto superando il limite di velocità, invece dei 50km/h ne faccio circa 10 in più. Ringrazio per la segnalazione e rallento anche se la strada a doppia corsia e tutta dritta, mi faceva già sembrare uno della scuola guida anche abbastanza rincoglionito. Poi arriviamo ad un parchetto con le giostrine dove un grande cartello indica il divieto di introdurre cani anche se al guinzaglio ma ne conto almeno 6 nel raggio di 20 metri. Io adoro i cani e non mi danno il minimo fastidio, anzi; ma una signora che ha fatto notare il divieto è stata letteralmente aggredita verbalmente dai padroni. Allora per non stare lì a polemizzare o discutere ho preso i bimbi e ce ne siamo andati al bar adiacente e ci siamo presi un gelato, quando ho pagato e chiesto lo scontrino mi ha guardato come il rompipalle del giorno e mi ha chiesto a cosa mai mi servisse. Ma perchè mai dobbiamo sempre infrangere ogni regola che c’è? E’ facile dare la colpa al sistema, ai limiti inadeguati, alle strade messe male, al comune che non fa aree sgambamento cani, al governo e agli immigrati (che ad oggi sembrano essere l’origine di tutti i problemi). Quello che non va è la nostra cultura italiana, l’idea di fare sempre i furbini, una specie di gusto del proibito. Una caratteristica che dall’estero ci identifica in quanto italiani. Provo a insegnare ai miei figli il rispetto delle regole ma in un ambiente come il nostro, si domandano in continuazione il perchè solo loro devono attenersi alle regole e oggettivamente non hanno tutti i torti.

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