L’mp3 sarà anche perfetto, ma il vinile è eterno

di Michele Ferrara, 21 agosto 2008 01:01

Negli anni la riproduzione di brani audio è passata dai primi cilindri di cera ai dischi di gommalacca poi ai dischi in vinile, ai nastri magnetici per arrivare ai moderni cd. Tutti i supporti sono sensibili alle condizioni di conservazione a cui sono sottoposti. Ovviamente i primi supporti erano delicatissimi e aver perso le tracce audio dai cilindri di cera è oggi quasi scontato, I dischi in vinile invece, hanno una eccezionale durata nel tempo. La plastica (PVC) infatti è stata una introduzione rivoluzionaria per il settore, anche se viene “consumata” dall’uso. La durata nel tempo è garantita, magari la qualità è scemata con gli anni di ascolto, ma non si perde mai la propria musica. I CD invece sono riproducibili infinite volte senza che il supporto perda qualità, ma se caldo, umidità o polvere riescono a fare il minimo danno al supporto, tutti i dati saranno irrecuperabili. La logica quindi ci consiglia di ascoltare musica su un CD e mantenere l’originale su vinile. Neppure nella musica ci sono più i materiali di una volta.

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