Maratona di Padova

di Michele Ferrara, 21 luglio 2011 08:56

Autunno inverno scorso, alcuni amici runner mi propongono di partecipare alla maratona di Parigi in Aprile. Dopo una breve riunione familiare si decide che, malgrado il pupo non abbia neanche un anno di vita, il viaggio si può fare. Inizio la tabella di allenamento e lavoro parecchio sodo, a volte svegliandomi molto presto la mattina per non rubare, con gli allenamenti, troppo tempo alla famiglia.
Arrivo vicino al D day in una discreta forma fisica e dai test e gare minori a cui partecipo, le previsioni sono molto incoraggianti. Pagato viaggio e soggiorno per tutta la famiglia subentrano impedimenti dovuti a problemi medici ad un parente a noi molto vicino. Bisogna rinunciare al viaggio!!! Così al volo mi iscrivo ad una maratona molto più vicina a cui posso partecipare per sfogare e coronare i mesi di duro lavoro.
Padova 17 Aprile 2011, la maratona del Santo! Il giorno della maratona deve essere preceduto da un periodo di giorni di scarico e defaticamento, io avevo già preso un po’ più di giorni del dovuto di scarico per Parigi, per Padova il periodo diventava di 7 giorni in più. Ma non potevo farci nulla, ormai la curva dei lavori e la sequenza di carico/scarico era fatta e troppo tardi per reimpostarla.
Un maratoneta a qualche giorno dalla gara, sa già in quanto riuscirà a coprire la distanza, non è una gara da improvvisare. Io avevo nelle gambe un buon tempo di 15/20 minuti sotto il mio personale di 4ore e 04 ma lo scombussolamento finale nella preparazione e la giornata di caldo e vento mi facevano temere un po’.
Il giorno della gara sveglia alle 04:00, molto presto pure per un turnista a ciclo continuo come me. Colazione e bisogni fisiologici, prendo il treno e arrivo a Padova. Inizio a vedere altri runner facilmente riconoscibili dall’abbigliamento e dai continui stiramenti utili più alla mente che non ai muscoli.
Raggiungo con i mezzi dell’organizzazione il punto di partenza seguendo quello che è diventato un bel fiumiciattolo di atleti. Con un crescendo di tensione e un aumentare continuo di persone attorno, arriva l’ora della partenza. Via! Parto a ritmo prudente ma dopo i primi chilometri mi porto alla velocità che i miei test avevano rilevato essere la mia velocità di crociera.
Mi affianca un maratoneta autoctono che mi dice essere alla sua 40esima maratona, due chiacchiere e ci scambiamo i tempi. Mi sconsiglia di proseguire a quel ritmo, mi dice che abbassare di 20 minuti il mio personale è davvero troppo, soprattutto in una giornata con sole e vento come quella. Al 15esimo chilometro lui dice che accelera un po’ e io quindi lo saluto e lo ringrazio per la compagnia ma proseguo al mio ritmo.
Intanto passiamo per i paesi della periferia di Padova dove hanno organizzato un accoglienza davvero molto calorosa, banda che suona, bambini che ti danno il “cinque” e tutti che applaudono incitandoti. Mi accorgo che nei passaggi nei paesi mi viene da accelerare il passo quasi dopato dal calore della folla. Mi avevano parlato di una forte partecipazione di pubblico ma non mi sarei mai immaginato una tale accoglienza. Arrivo al 25esimo relativamente fresco e il passaggio alla mezza (21km) il cronometro segnava davvero un buon tempo ma, come sostengono in tanti, la vera maratona inizia al 32esimo.
Infatti al 35esimo iniziano a venirmi tutti i mali del mondo ma mi convinco che è una cosa mentale e vado avanti. Il centro di Padova è vicino e rallento leggermente per timore di scoppiare proprio ora. Vedo il cartello 38km, ma ormai non guardo neanche più il cronometro, devo solo arrivare! Vado avanti e vedo 38km!!! Ma come mi pareva di esserci già passato al 38esimo!
La scimmia che avevo sulle spalle ti fa vedere cose strane…forse è meglio che rallento un altro poco. Arrivo in centro a Padova e molta gente dietro le transenne urla ma non capisco se mi incita o inveisce per la loro viabilità notevolmente ridotta. Ormai mi vedo come in un film, io che corro per queste stradine con l’audio ovattato e solo il battito del mio cuore come suono primario, Km 41!!!
Ritrovo l’ultima energia che non pensavo di avere quando si apre la vista su “prato della valle”, folla incitante, torna l’audio regolare e soprattutto…. vedo il traguardo!!! Inizio quasi a singhiozzare, mentre guardo il cronometro e taglio il traguardo! 03:46. Ritrovo il 40volte maratoneta che avevo mollato all’inizio che mi ha preceduto di soli 2 minuti che mi abbraccia e si lascia andare in un pianto che mi coinvolge. Lo stress che ho accumulato, l’adrenalina che cala, la gioia dell’impresa ma sembriamo proprio due culattoni!!! Per fortuna ce ne rendiamo conto e si camuffa il tutto con smorfie di fatica.
La maratona è davvero un impresa che ti da emozioni incredibili, un impegno fisico e mentale che dura mesi ed esplode tutto in poche ore. Per quanto mai nessuno parlerà dei miei 03:46, io mi sentivo davvero come l’atleta più forte del mondo! Da saltare e urlare! Per un giorno sei davvero un campione.

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