PIL e il benessere

bIl volontariato, il riciclare e l’autoproduzione sono tutte ottime attività, che sicuramente portano ad un miglioramento della qualità della vita all’interno della società, ad aumentare lo stato di benessere ma senza muovere grosse cifre economicamente parlando. Sono attività che non fanno girare l’economia, non fanno aumentare il Prodotto Interno Lordo al quale invece si fa riferimento per misurare lo stato di benessere di un paese. Il PIL aumenta con i consumi e col movimento del denaro, ma con esso spesso aumentano i rifiuti, gli sprechi e l’inquinamento. Sempre più spesso i dati oggettivi vengono letti e interpretati con chiavi di lettura in base agli interessi di chi li espone. Ci servirebbe una nuova unità di misura per verificare lo stato di benessere di un paese che fosse più attendibile e più indicativo del PIL e sopratutto uguale per tutti i paesi del mondo.

2 commenti su “PIL e il benessere

  1. infatti il calcolo del PIL come metro della ricchezza di un popolo, non ha nessunissimo senso.
    il PIL aumenta con il crollo delle torri gemelle, ma questo non aumenta la qualità della vita degli americani. aumenta anche con la costruzione del ponte di messina (aumenterebbe) ma questo svuoterebbe le casse dello stato abbassando la qualità della vita degli italiani. di contro, la svizzera o la svezia, hanno un PIL infinitamente più basso di quello italiano, ma la qualità della vita di quei popoli è altissima rispetto alla nostra. il punto è che la redistribuzione della ricchezza e il mancato spreco delle risorse fanno qualità della vita… il PIL è un numero paradossale che non ha più motivo di esistere.

  2. Io i pil me li tolgo con il leva ciglia di mia moglie. Io non so come lo calcolano, ma nel caso mio le cose vanno sempre peggio. IN Italia è in aumento il volontariato, sembrerebbe un bene, ma purtroppo è un segnale di miseria. Ciao

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