Quando la tecnologia fallisce

Nel tardo autunno ogni anno si presenta il problema storni. In gruppi sempre più numerosi stanno diventando un problema nelle città che vengono letteralmente bombardate dai loro escrementi. I complessi industriali, molto spesso prossimi ai centri urbani, sono anch’essi vittime di questi uccelli che finiscono per creare non pochi danni economici. Contaminazione dei loro prodotti, ma anche intasamento di scambiatori sono i principali danni all’industria oltre al disagio, forse più tangibile, ai cittadini. Fantocci usati come spaventapasseri, nastri colorati, girandole a vento sono i più banali rimedi che però non hanno alcun effetto. La tecnologia ha provato a risolvere il problema con giochi di luce studiati per disturbare questi scomodi uccelli, altri dispositivi luminosi che dovrebbero simulare gli occhi di rapaci loro nemici naturali, tutte tecniche denigrate dagli storni. Dissuasori elettronici acustici che ripetono il verso dei loro predatori o il loro richiamo di pericolo, sono stati ricoperti con i loro escrementi quasi a sottolineare la loro inutilità. L’unico sistema che funziona è il pattugliamento di falchetti nelle zone interessate. Ciò comporta il costoso ingaggio di professionisti che, con i loro animali, spingono gli storni a spostarsi verso siti diversi, dove non diano tanto disagio. Deve essere uno dei pochi casi dove la tecnologia non è riuscita ad averla vinta, almeno fino ad oggi, ma c’è da scommetterci che l’anno prossimo si tenterà con altri nuovi dissuasori.
da hwgadget

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