Scuse adolescenziali

E’ diverso tempo che faccio la voglia di andare a fare rafting. Scendere un torrente in gommone pagaiando, coordinato da un esperto che organizza l’escursione deve essere, a detta di chi l’ha fatto, molto divertente.

Colleghi di fabbrica accettano di buon grado l’idea per cui in Giugno iniziamo a cercare un giorno in cui tutti siamo liberi.
Facciamo i turni a ciclo continuo e vi assicuro che è davvero un’impresa trovare un giorno dove più persone siano libere dal turno.
In 4 poi l’impresa è molto ardua, ma con cambi vari e ferie riusciamo a trovare una data: il 10 Agosto.

Raccomandandosi di non prendere impegni per tale data aspettiamo con ansia il D day.
A una settimana di distanza se ne salta fuori uno dicendo che non può venire!!! Un impegno improrogabile può accadere (anche se il tipo è un noto “tirapacchi”) ma quando un altro dice: “Se non viene lui, io non vengo” io mi inalbero di brutto.

Il terzo viene avvisato che è saltato tutto e io rimango come un pirla!!

Mi ricordo di quando avevo 15 anni che se si organizzava qualcosa e c’era l’abitudine di dire: “vengo solo se viene quello”.
Poi sono cresciuto e ho smesso con questa abitudine infantile.

Forse risulto particolarmente antipatico e non volevano dirmelo apertamente in faccia cosa che forse avrei tollerato di più.

Lascia un commento