Tecnologie rinnovabili: lo scambio geotermico

In Svezia sono oltre novantamila gli impianti di geoscambio. Nei cantoni Svizzeri quasi una villetta su cinque è dotata di un impianto simile. Sono impianti abbastanza semplici e largamente collaudati, ma in Italia molto poco diffusi. Un circuito costituito da tubi di polietilene ad “U” contenente un fluido, generalmente acqua, affonda nel terreno per un centinaio di metri. Il fluido, grazie a una pompa di calore, trasporta il caldo d’estate e il freddo d’inverno sotto terra. Con un investimento per l’impianto di circa 15 mila euro iniziali si raggiungono dei risparmi del 50% sulle tradizionali bollette, ripagandosi relativamente in fretta. Bolzano, città da sempre battistrada per le energie rinnovabili, ha già qualche impianto. Quasi sempre, quando si parla di energie rinnovabili, si pensa a pannelli fotovoltaici, ma il geoscambio a livello mondiale è probabilmente fra i più dinamici settori, capace di dare un significativo contributo all’ambiente.

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