Torneremo a indossare le piume tecnologicamente modificate

di Michele Ferrara, 15 febbraio 2009 01:01

Oggi abbiamo una forte dipendenza dalla plastica, davvero molto pesante. Persino nel vestiario, le fibre sintetiche derivanti dal petrolio, occupano un posto di rilievo con una produzione mondiale di circa 30 milioni di tonnellate annue. La voglia di indipendenza dal petrolio trova motivazioni anche per quanto riguarda l’industria del vestiario. Gli studiosi del consorzio australiano di ricerca Csiro, considerano le piume dei volatili una possibile soluzione naturale al problema. Oggi vengono scartate, ma le piume hanno un alto contenuto di amminoacidi che possono essere facilmente convertiti in fibre. Le nanotecnologie esistenti già oggi, possono conferire a queste fibre caratteristiche tali da renderle commercialmente utilizzabili. La ricetta sembra proprio essere vincente, come tutte quelle che utilizzano materiali considerati scarti, come materie prime. Materiali che avrebbero avuto un costo di smaltimento, acquistano valore come risorse per altre industrie. Forse uno dei primi oggetti usati nell’antichità da indossare, torneranno presto ad avere lo stesso utilizzo anche se tecnologicamente modificati.

da hwgadget

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